ANTHROPOMORPHOS
metafisica del mutamento
Il progetto Anthropomorphos si sviluppa attorno a una serie di immagini digitali che raffigurano statue dai volti umani, in riferimento alle sculture Prigioni di Michelangelo e al loro profondo significato filosofico. Le mie opere evocano infatti una condizione di trasformazione permanente, in cui l’identità umana affiora da una materia che al tempo stesso la genera e la trattiene.
L’inserimento di volti umani all’interno di statue celebri non intende sostituire il passato, ma instaurare un dialogo tra memoria e presente, mostrando come ogni individuo sia parte di un processo continuo di costruzione della propria identità. L’elaborazione digitale delle immagini diventa il mezzo ideale per reinterpretare il patrimonio artistico in chiave contemporanea.
Questo cambio di prospettiva rende la storia un dialogo vivo, in cui il patrimonio artistico continua a generare nuovi significati e nuove possibilità di interpretazione.
La mia voce è la più adatta a raccontare questo progetto perché nasce da una ricerca che mette in dialogo la storia dell’arte (e la museologia) con i linguaggi digitali contemporanei. Attraverso la reinterpretazione di sculture iconiche con volti umani, non mi limito a citare il passato, ma lo trasformo in uno strumento di riflessione sull’identità e sul presente.





